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Apr

Il centro città in rilievo

Il centro città in rilievo, tre anni di plastica qualità.
L’opera del Vittoria collocata in piazza d’Arogno

Plastico centro cittadino
cl.2A, 2E dip. Discipline Plastiche
Prof. Loris Angeli

Piazza d’Arogno, nel lato sud della cattedrale di Trento, protetta della effigie del patrono San Vigilio, ha ospitato la cerimonia di consegna – per mano del Lions Club Trento Host – con l’affido al Comune ed alla cittadinanza, di una splendida opera d’arte, una fusione in bronzo rappresentante Trento, realizzata in collaborazione con la Cooperativa Irifor.

L’opera situata nella piazza intitolata al capostipite dei maestri comacini che realizzarono la cattedrale romanico gotica, è un “plastico” bronzeo ideato dall’allora arcivescovo Luigi Bressan con Giannantonio Radice, socio del Lions Club Trento Host, che ne parlò col sindaco. “Doppio il ringraziamento al primo cittadino ed all’amministrazione comunale – è stato detto – in quanto l’idea venne subito accolta e poi per la prestigiosa collocazione”. L’opera è frutto di “una illuminazione” dell’arcivescovo Bressan che, viste sculture analoghe a Valencia ed a Minsk si chiese “Perchè non a Trento?”. Detto e quasi fatto. Giannantonio Radice, l’altra anima di questa realizzazione, ne parlò col dirigente del Liceo d’arte Vittoria, Rasera che accolse con orgoglio e compiacimento il prestigioso incarico. “Quanto difficile da attuare – ha detto Rasera – perché non si trattava di modellare una statua ma una città che andava studiata nei minimi dettagli e riprodotta in rilievo”. Ed è ciò che è accaduto, anche grazie all’opera dell’Artebronzo, Fonderia di Villafranca di Verona, che ha realizzato pure la Campana dei Caduti di Rovereto.

La particolarità dell’opera, consiste nel fatto che il centro città è riprodotto con tutte le indicazioni in Braille; di lato un leggio dove in italiano e scrittura per non vedenti ci sono i riferimenti per la “visita digitale”. L’opera è stata plaudita e presentata alla folla assiepata alle spalle della cattedrale, prima di venire presa d’assalto dalle dita oltre che dagli occhi, che hanno percorso vie e piazze di una Trento a misura di tatto. Una città da vedere con il cuore. “Lo sforzo maggiore l’hanno compiuto i ragazzi ma tanta è la soddisfazione degli insegnanti – ha detto Rasera – perché in questo modo gli studenti hanno davvero scoperto la città”. E pure i trentini, ha detto Bressan, “abituati a risiedere nel loro quartiere, avranno l’opportunità di studiare la storia quasi a volo d’uccello”.

Una immagine simbolico, per Trento porta d’Europa, cerniera nei millenni tra nord e sud, tanto più significativa ora che si parla di muri e barriere, di migranti nella terra di nessuno o respinti come potrebbe accadere alle nostre porte. La cerimonia, sottolineata da molti applausi, ha avuto in De Concini, socio Lions e collaboratore della Cooperativa Irifor, il coordinatore esperto, con gli interventi di Vittorio Manera, presidente del Lions Club Trento Host, di monsignor Luigi Bressan, Ferdinando Ceccato, direttore della Cooperativa Irifor del Trentino, di Paolo Rasera, dirigente scolastico dell’Istituto d’Arte Vittoria, di Giannantonio Radice, socio del Lions Club Trento Host e co-ideatore dell’opera, del vicesindaco Paolo Biasioli e di una emozionatissima Sabrina Remorini, studentessa del Vittoria, portavoce dei 50 ragazzi che hanno creato l’opera.

Claudio Libera – articolo pubblicato sul Trentino di domenica 8 maggio