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Apr

Il monumento Nikolajewka

Il monumento a Nikolajewka è il secondo più bello d’Italia

Il Forum della Rete di Comuni Italiani, lo scorso giugno, ha assegnato il secondo posto nella classifica dei migliori monumenti al manufatto soavese intitolato ai Martiri di Nikolajewka. Si tratta di una valutazione che ogni anno viene fatta tra i Comuni italiani selezionando le nuove opere che arricchiscono artisticamente la nazione. Al secondo posto il Comune di Cremona per la scalinata che conduce al sacrario dei caduti della Grande Guerra.
«Si tratta di una piazza d’onore che rende orgogliosa l’amministrazione comunale», riferisce l’assessore Vittorio Iannotta, delegato dalla giunta a seguire la costruzione del monumento, «è un riconoscimento che gratifica chi lo ha voluto e realizzato, ma anche l’intera cittadinanza che lo ospita, rendendo onore al tributo di vite umane che la nostra nazione ha pagato nella campagna di Russia, tra il 1941 e il 1943».
«L’opera è senza dubbio imponente e ogni anno vorremmo che fosse meta di pellegrinaggio a gennaio per commemorare i caduti in terra di Russia», sottolinea Iannotta, «stiamo già organizzando il prossimo incontro all’inizio del 2011, quando il monumento verrà completato definitivamente, ponendo sull’altare i luoghi delle battaglie del fronte del Don, che verranno realizzati in ceramica».
Il monumento soavese è dedicato ai caduti di tutte le Patrie che presero parte a quel massacro. L’idea del monumento è venuta nel 2006 al senatore Gastone Savio, allora presidente del Rotary Club di Soave, che coinvolse in primis il Comune di Soave, che mise a disposizione l’area nel parco del Donatore, mentre la progettazione fu curata dal colonnello Gaetano De Niccolò. Attorno a quest’opera, il Rotary soavese riuscì a coinvolgere vari enti: Regione Veneto, Province di Verona e Mantova, il Comune di Verona e le associazioni d’arma e combattentistiche italiane, romene, russe e ungheresi, oltre che ai veterani tedeschi.
Nel gennaio del 2006, infatti, in occasione del 63° anniversario dell’inizio della ritirata dal fronte del Don con l’eccidio di Nikolajewka, il Rotary club organizzò una manifestazione per onorare i caduti superstiti di quella battaglia.
Nella circostanza, grazie a un collegamento in video conferenza con un gruppo di alpini guidati da Renato Buselli che si trovava a Nikolajewka per rendere omaggio ai 120mila caduti italiani della campagna di Russia si apprese la notizia che il tristemente famoso sottopasso ferroviario della cittadina ucraina, passaggio obbligato che causò la morte di centinaia di soldati, sarebbe stato demolito a breve per lavori di ammodernamento già programmati.
Tra l’amarezza dei presenti, constatato che quella demolizione avrebbe significato la cancellazione di uno dei simboli più tragici della storia recente, Gastone Savio propose di realizzare un monumento che avesse quale elemento architettonico proprio il sottopasso ferroviario di Nikolajewka.
Savio ottenne il placet dal distretto Rotary international 2060 e si fece carico di guidare la commissione per l’edificazione dell’opera. Soave fu scelta per essere tra tutti i paesi italiani, quello che in proporzione pagò il tributo più alto in termini di vittime. L’allora sindaco, Giorgio Magrinelli, accolse di buon grado la proposta, poi portata a compimento dal suo successore, l’attuale sindaco Lino Gambaretto.
Al progettista, Gaetano De Niccolò, fu affiancato lo scultore Fabio Pozzi che disegnò il gruppo bronzeo di due uomini che escono del sottopasso, statua poi fusa dalle fonderie «Arte Bronzo» di Villafranca. La parte muraria relativa al volto che riproduce il sottopasso ferroviario, fu costruito dall’impresa del rotariano Renato Cengia per poi giungere all’inaugurazione del monumento il 24 maggio del 2009.

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Zeno Martini